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Alfader Valy |
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| Nome giocatore:
Mario |
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Nome Pg:
Alfader Valy
Età:
23 anni
Sesso:
M
Classe:
Guerriero
Allineamento:
Caotico
Dio:
-- |
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Aspetto:
veste con abiti pesanti, non passa inosservato per la sua
statura e mole. Porta i lunghi capelli neri legati a codino
con un laccio di cuoio, i lineamenti sono duri, quasi tagliati
dal gelido vento del nord, con una pelle stranamente
abbronzata. Non ha l'aspetto rassicurante. |
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Carattere:
è un uomo del Nord, non conosce il galateo quindi ma ha
carisma ed intelligenza, cosa che gli ha salvato più volte la
vita e quella dei suoi uomini braccati dalle guardie baronali.
È un mercenario e come tale ragiona, non ama la violenza pura
e gratuita ma se ha un motivo anche minimo vi ricorre senza
molti scrupoli. Ama il ridere e lo scherzare e possiede un
mandolino con cui cerca di comporre delle ballate senza
successo però. È orgoglioso di ciò che è. Tuttavia non è un
tipo rissoso, o meglio non ama le risse pubbliche ma
preferisce i duelli. Se viene insultato non risponde
all'insulto con la spada beninteso:) |
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Storia:
Alfader Valy proviene dalle terre ghiacciate del nord. Fin da
piccolo è stato allevato da uno stregone di quelle terre "Levoular",
divenuto per lui come uno zio. Un tipo abbastanza strano
amante del vino e delle donne ed anche rozzo. Ma in queste
terre battute dal gelo dove la civiltà cerca disperatamente un
appiglio è normale. Alfader è conosciuto al Nord, poiché anche
se giovane era già capo di una banda di 20 banditi con cui
compiva le sue scorrerie a scapito delle carovane e dei poveri
coloni. Proprio mentre ne compiva una di queste un'ombra
enorme si proiettò su di lui e sui suoi uomini e quando alzò
lo sguardo al cielo si ritrovò sotto la mole di un enorme
drago bianco: una creatura fantastica di cui ne aveva fino ad
allora anche dubitato sulla sua esistenza. Fu un lampo e
subito il suo biancore si perse all'orizzonete, ma ormai
quella creatura possente era impressa a fuoco nella mente di
Alfader. Valy infatti ha come scopo quello di raggiungere il
drago bianco e di misurarsi con lui (è lo scopo della sua
vita), vincere o morire non ha importanza, ciò che importa è
raggiungerlo e sentirne la forza un ultima volta. Dopo questo
incontro decise di mettersi in viaggio, lasciò i suoi uomini
in mano al suo luogotenente Mami (lo presero per pazzo),
saluto suo zio (l'unico che capì il suo gesto) che gli diede
un oggetto incantato (era una spada magica dalla lama bianca).
E così è iniziato il suo lungo cammino. |
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